Prevenzione delle infezioni respiratorie

Puntare alla prevenzione delle malattie è certamente l’approccio più intelligente alla  Medicina  ed è ciò che ogni paziente chiede al  medico.

Nel campo delle malattie polmonari la miglior prevenzione di quasi tutte le patologie è certamente la cessazione del fumo:  una larga parte delle patologie ostruttive bronchiali, delle malattie neoplastiche bronchiali e anche una quota significativa delle malattie infettive dell’apparato respiratorio  sono favorite dal fumo.

L’ottimizzazione della respirazione nasale, evitando di respirare con la bocca soprattutto in ambienti freddi o affollati è molto importante: il passaggio dell’aria attraverso il naso riscalda, umidifica e depura da polveri e germi l’aria che arriverà ai bronchi e ai polmoni.

Il lavaggio delle mani e la loro disinfezione con appositi detergenti oggi in commercio è certamente un mezzo di grande efficacia per ridurre la circolazione microbica e virale nell’ambiente.

La vaccinazione anti-influenzale evita l’infezione dai virus influenzali, creando anticorpi specifici contro di essi, cioè protegge dall’influenza epidemica. Non dà protezione – come molti si aspettano – verso tutti gli altri virus che possono attentare alle vie aeree.   Chi per  qualche motivo è più fragile dal punto di vista delle difese dell’organismo ha maggiori probabilità che l’influenza si complichi con malattie batteriche che si sovrappongono: bronchiti, polmoniti.

In corso di endemia influenzale la regola più semplice ed efficace –dopo la vaccinazione – è il lavaggio attento e frequente delle mani dopo contatti con altre persone

Gli  immunostimolanti  sono dei preparati che stimolano genericamente la produzione di anticorpi: non sono cioè orientati su un microbo o un virus particolare, ma ad aumentare in maniera aspecifica le difese.  La loro efficacia è modesta, ma non trascurabile.

La vaccinazione antipneumococcica è una pratica consolidata da molti anni ed ora tornata alle luci della ribalta, anche per la spinta pubblicitaria legata all’introduzione in commercio di un nuovo prodotto.

Questa vaccinazione induce la formazione di anticorpi specifici diretti contro i ceppi più virulenti dello  Streptococcus Pneumoniae comunemente chiamato Pneumococco perché è particolarmente attivo nel creare infezioni nell’apparato respiratorio  (in particolare è l’agente causale della Polmonite lobare franca, che in epoca pre-antibiotica conduceva spesso a morte al settimo giorno di malattia).

E’ spesso in causa nelle riacutizzazioni della bronchite cronica e della broncopneumopatia cronica ostruttiva, ma è anche talora responsabile  dell’otite media acuta, di congiuntivite, di sinusite. In persone particolarmente compromesse sul piano immunologico può dare forme invasive (setticemie, osteomileliti, meningiti).

In base alle raccomandazioni del Ministero della Salute, la vaccinazione antipneumococcica è consigliata ai soggetti di qualsiasi età a rischio di contrarre la malattia per patologie o condizioni predisponenti:

  1. Cardiopatie croniche
  2. Malattie polmonari croniche
  3. Cirrosi epatica, epatopatie croniche evolutive da alcolismo
  4. Diabete mellito, in particolare se in difficile compenso
  5. Fistole liquorali
  6. Anemia falciforme e talassemia
  7. Immunodeficienze congenite o acquisite
  8. Asplenia anatomica o funzionale
  9. Leucemie, linfomi, mieloma multiplo. Neoplasie diffuse
  10. Trapianto d’organo o di midollo
  11. Immunosoppressione iatrogena clinicamente significativa
  12. Insufficienza renale cronica, sindrome nefrosica
  13. HIV-positivi
  14. Portatori di impianto coclearie.

Come specialista in malattie dell’apparato respiratorio lo consiglio in modo assoluto ai portatori di

  1. Broncopneumopatia cronica ostruttiva, in considerazione del fatto che ogni riacutizzazione batterica comporta un deterioramento della malattia di base
  2. Polmoniti recidivanti senza causa apparenti
  3. Diabete con frequenti episodi bronchitici
  4. Asma cronica non allergica
  5. Malattie autoimmuni che necessitino di terapia cortisonica protratta o di cure immunosoppressive
  6. Associazioni di patologie diverse (ad esempio cardiopatia con danno epatico e renale)

Non vi sono praticamente controindicazioni  particolari.  Anche in questo caso, bisogna tenere presente che l’immunizzazione contro lo Pneumococco non si estende a tutti gli altri germi che possono causare danni all’apparato respiratorio; ma associando tutti i mezzi possibili di prevenzione e mantenendo uno stile di vita corretto è possibile ridurre significativamente gli episodi di infezione delle vie aeree.